plusvalenza immobiliare Pubblicato il gennaio 5, 2018 12:19 pm in :

Mettiamo il caso che tu abbia acquistato una casa all’asta che vuoi rivendere subito, attenzione alla plusvalenza immobiliare. La casa, a volte, sembra proprio un bene anacronistico, incapace di stare al passo con destini sempre in movimento. E allora può capitare che una casa, magari comprata da poco all’asta, debba essere venduta in fretta e furia. Di fatto la vita ci può richiamare in posti lontani, e mantenere un’abitazione in cui non torneremo più è controproducente, anche per tutte le tasse da pagare. Oppure, essendo la casa il bene rifugio, a volte bisogna ricorrervi per far fronte ai momenti di crisi. Qualunque sia il caso, bisogna stare attenti, durante la vendita di una casa, a una tassa molto particolare.

Tassa sulla plusvalenza immobiliare

Infatti accade che, se acquisti un immobile e prima di 5 anni lo vendi a un prezzo maggiorato è necessario pagare sulla plusvalenza generata una tassa pari al 20%, definita appunto “Tassa sulla plusvalenza”. Probabilmente ti starai chiedendo come calcolare quest’ultima, il conto è molto semplice:

Prezzo di Vendita – Prezzo di Acquisto – Spese Sostenute = Plusvalenza

A tal proposito, sorge spontanea a tutti una domanda: Come evitare il tributo? Esaminiamo dunque punto per punto i vari sgravi e le metodologie per evitare l’oneroso pagamento.

Plusvalenza immobiliare: quando non si paga

La tassa non si paga nei seguenti casi:

  • Eredità. Quando si riceve un immobile in eredità e si decide di metterlo in vendita;
  • Dopo 5 anni. Se si acquista un immobile e lo si vende dopo un periodo di 5 anni;
  • Prima casa. Se si acquista un immobile con agevolazione di prima casa e per la maggior parte del periodo tra acquisto e vendita, l’alloggio viene utilizzato come abitazione principale si è esenti dalla tassazione sulla plusvalenza.

Ovviamente vi è anche l’altra faccia della medaglia, ovvero vi è l’obbligo di acquistare un immobile entro i 12 mesi successivi, pena: le imposte risparmiate, gli interessi annuali stabiliti dell’agenzia delle entrate, una sanzione pari al 30% sulla differenza dell’imposta di registro non versata.