Pubblicato il Ottobre 7, 2018 3:54 pm in :

Mi è capitato spesso, di visitare un immobile all’asta e di sentire al debitore esecutato che vuole ricomprare casa:

“No… volevo solo dire che tanto la ricompro io. Nessuno mai ci metterà piede! “

…con tutte le varie sfumature di colore.

 

All’inizio ci credevo e lo facevo credere ai miei clienti ma poi ho capito che spesso, molto spesso, questa è solo una tattica usata dal debitore stesso per scoraggiare eventuali possibili acquirenti a partecipare alla vendita e prendere tempo.

 

Se infatti TUTTI i visitatori, pensando di fare un favore all’esecutato, fanno retromarcia, la vendita va deserta e l’unico favore che riceve il debitore è quello di restare nell’appartamento fino alla vendita successiva.

 

Il ragionamento del debitore ha due falle:

  1. Tutti devo credere alla sua volontà e tutti devono farsi convincere a non partecipare all’asta. Cosa assai rara!
  2. Qualora cosi fosse, e la vendita risulta deserta, il valore dell’immobile subisce un ulteriore ribasso risultando molto più probabile la vendita nella successiva asta.

Il punto 2. ha delle tragiche conseguenze per il debitore esecutato che vuole ricomprare casa che neanche immagina: il prezzo di vendita scenderà e la somma ricavata non sarà sufficiente ad estinguere il debito (si dirà che la procedura non è capiente) che rimmarrà sulle spalle del debitore e dei suoi eredi.

 

Qual è il risultato di tutto ciò?
  • La casa andrà venduta comunque
  • Il debitore rimarrà obbligato per la parte di debito non soddisfatta.

Come è facile comprendere la situazione del debitore esecutato è soltanto peggiorata.

 

Ma vediamo al riguardo cosa dice la legge!

L’articolo 571 c.p.c. dispone che “Ognuno, tranne il debitore, è ammesso a offrire per l’immobile pignorato”.

Il debitore quindi non può presentare personalmente offerte per acquistare la sua casa pignorata ed all’asta. Quando intende partecipare all’asta lo fa attraverso familiari o amici.

 

E qui succedono altri guai

Negli anni ho visto davvero pochissimi in cui il debitore ha veramente partecipato all’asta, tramite amici o parenti vari ma purtroppo non ha raggiunto il suo obiettivo anzi ha perso altri soldi.

Ora ti spiego: il più delle volte accade che il debitore riesca a mettere da parte un po’ di soldi, o se li fa prestare da qualcuno facendo altri debiti, ma la somma racimolata non è sufficiente per poter ricomprare la casa.

Però, pur di evitare che venga venduta, manda un parente o amico all’asta, che al momento dei rilanci fa salire il prezzo allontanando così gli altri concorrenti e riuscendo ad aggiudicarsi la casa, ma, non avendo i soldi per il saldo prezzo, la somma anticipata con l’offerta viene trattenuta dal Tribunale come multa oltre ad essere esposto agli effetti dell’art 587 c.p.c. il quale, riassumendo, prevede che se la casa verrà aggiudicata ad un prezzo inferiore, chi non ha pagato il prezzo (l’amico o il parente) può essere obbligato dal giudica a pagare la differenza.

Anche qui il risultato è del tutto sfavorevole al debitore, il quale non solo rimane ancora debitore dell’intera cifra, ma si vedrà volatilizzare una bella somma di denaro oltre a mettere nei guai chi ha voluto aiutarlo.

 

Quindi ricorda

che quasi sempre è solo un tentativo di scoraggiare le persone quello del debitore dato che non hanno la possibilità di ricomprarsi la casa all’asta. Avendo i soldi potrebbe trattare direttamente con la banca ma ciò non può avvenire senza risorse.

Paradossalmente comprargli la casa al prezzo più alto possibile è l’unico favore che puoi fargli !

 

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